Il deltoide: costruzione pittorica e ricerche anatomiche di Leonardo

Dal disegno di Venezia alle ricerche anatomiche di Leonardo

Il disegno del Cristo portacroce di Leonardo, conservato a Venezia, è riconosciuto come la fonte del modello ripreso nei Cristi portacroce attribuiti a Giampietrino. Le versioni di Londra, Budapest e Torino presentano una composizione quasi identica a quella del Dipinto, nonostante le differenze esecutive. Questa affinità conferisce un particolare interesse al confronto anatomico.

Nell’Almanacco Italiano del 1979 (p. 242), Carlo Pedretti collega le versioni dipinte alle ricerche di Leonardo sul Cristo portacroce. Vi riconosce caratteri lombardi che richiamano Giampietrino, ma anche Solario e Luini. Queste opere riprendono un’impostazione che egli riconduce a Leonardo: Cristo rivolge la spalla verso lo spettatore e volge il capo verso di lui.

Questa postura porta la spalla in primo piano e mette in risalto i muscoli del dorso, della spalla e del collo, accentuando al contempo l’espressività della figura. Nel Dipinto, il volume del deltoide occupa così un posto importante nella composizione.

Pedretti sottolinea che i muscoli così rappresentati prefigurano gli stessi studi anatomici di Leonardo del 1510. Questo legame tra composizione e anatomia aiuta a comprendere l’esame del deltoide nel Dipinto, in cui la spalla occupa il primo piano.

Fonte: Carlo Pedretti, Giorgione e il Cristo Portacroce di Leonardo, Almanacco Italiano, 1979, pp. 236–242, in particolare p. 242.

I muscoli osservati attraverso la radiografia

La radiografia del Cristo portacroce mette in risalto il rilievo dei muscoli della spalla e del braccio. Permette di seguire il deltoide, che conferisce alla spalla la sua rotondità, e poi i volumi del braccio fino al gomito e all’avambraccio.

Questa leggibilità dei muscoli era già stata rilevata negli anni Sessanta. Dopo la radiografia che aveva permesso di scoprire la figura, il proprietario del Dipinto annotava:

«Alla radiografia, i muscoli del braccio e del dorso risultano dipinti e sono distinguibili da un medico radiologo».

Nota del proprietario del Dipinto, anni Sessanta. Traduzione dal francese.

Anche le pennellate diventano più visibili: le loro direzioni e curvature mostrano come il pittore abbia conferito volume ai muscoli.

Il deltoide: un parere anatomico

Dopo aver esaminato la documentazione trasmessa, un chirurgo esperto di anatomia formula la seguente osservazione:

«Il deltoide, che forma la prominenza nella parte superiore del braccio, come si osserva nel dipinto, si estende per metà della lunghezza del braccio, il che corrisponde alla realtà anatomica.»

Estratto da una comunicazione personale del 19 settembre 2026. Traduzione dal francese.

Le pennellate e la forma della spalla

Un tocco pittorico è la traccia di colore lasciata da una pennellata. Il confronto tra luce visibile, radiografia a valori invertiti (RX) e imaging LAM mostra come questi tocchi conferiscano rilievo ai muscoli, senza necessariamente seguire la direzione delle fibre muscolari.

La radiografia è qui presentata a valori invertiti: le zone chiare diventano scure e viceversa. Questa modalità di visualizzazione facilita la lettura di alcuni dettagli e il loro confronto con la pittura, senza modificare le forme né aggiungere informazioni all’immagine originale.

Il dettaglio LAM 518 mette maggiormente in risalto il passaggio tra il volume della spalla e quello del braccio. La linea tratteggiata gialla ne evidenzia una parte del contorno apparente. Questa forma può essere confrontata con il disegno anatomico di Leonardo, senza essere identificata con l’inserzione del muscolo sull’osso.

La spalla a confronto con un disegno di Leonardo

Pedretti mette in relazione i muscoli del dorso, della spalla e del collo rappresentati nei Cristi portacroce con gli studi anatomici di Leonardo del 1510. I fogli RCIN 919005V e 919008V (Royal Collection Trust) illustrano questa ricerca: mostrano il deltoide, la sua inserzione sull’omero e i muscoli adiacenti.

Il confronto qui presentato tra il foglio RCIN 919005 e la spalla del Dipinto permette di esaminare la forma del deltoide e il suo restringimento verso il braccio. Le posizioni sono diverse: Leonardo disegna i muscoli scoperti, mentre il pittore ne rende il rilievo sotto la pelle. Questo confronto puntuale sviluppa l’osservazione generale di Pedretti.

Dall’anatomia al gesto del pittore

La radiografia e l’imaging LAM aiutano a comprendere come le pennellate conferiscano volume alla spalla. Il confronto con il disegno di Leonardo riguarda la forma del deltoide e il suo raccordo con il braccio.

Nel suo studio sull’anatomia e sulla pittura in Leonardo, Dominique Le Nen sottolinea il legame tra la conoscenza dei muscoli e la rappresentazione del movimento. Questa conoscenza può esprimersi nella correttezza di una postura o di un gesto, anche quando i muscoli rimangono poco evidenti sotto la pelle. Tale approccio invita a considerare la spalla del Dipinto in relazione alla posizione del braccio.

Questa lettura integra il collegamento evocato da Pedretti tra le rappresentazioni del Cristo portacroce e le ricerche anatomiche di Leonardo. Contribuisce allo studio del Dipinto, senza essere sufficiente a determinarne l’autore. Neppure il riferimento agli studi del 1510 consente, da solo, di datare il dipinto.

Riferimento: Dominique Le Nen, «Le mouvement chez Léonard de Vinci. De l’anatomie à la peinture», e-mémoires de l’Académie Nationale de Chirurgie, 2008, 7 (1), pp. 13–20, in particolare pp. 18–19.