Disegno della Testa di Cristo di Venezia: Leonardo da Vinci
Il Disegno di Venezia (Testa di Cristo, Gallerie dell’Accademia, Venezia) è un piccolo foglio attribuito a Leonardo da Vinci, datato intorno agli anni 1490. Cristo vi appare di tre quarti di spalle, in ritratto di spalla, con la testa voltata verso lo spettatore e coronata di spine.
Questo foglio occupa un posto decisivo nel dossier. Costituisce il riferimento di partenza a partire dalla quale si comprendono meglio i rapporti con diversi Cristi portacroce dell’ambiente milanese, nonché alcuni sviluppi più specifici studiati altrove nel sito.
Vedi lo studio completo (PDF in francese): Il disegno della Testa di Cristo di Venezia (Leonardo da Vinci).
Presentazione del Disegno e del ritratto di spalla
Datato intorno agli anni 1490, il Disegno di Venezia offre un esempio di rara intensità espressiva del ritratto di spalla, fondato sulla rotazione del busto, del collo e dello sguardo. Per tecnica, costruzione e tensione espressiva, costituisce uno dei punti d’appoggio più solidi per lo studio del Cristo portacroce nell’ambiente di Leonardo.
Il disegno mostra Cristo di tre quarti di spalle, con la testa voltata verso lo spettatore, mentre una mano proveniente da dietro afferra i capelli. La corona di spine inserisce chiaramente il foglio nel tempo della Passione.
Questa combinazione di movimento di torsione, forte tensione del collo e sguardo rivolto allo spettatore conferisce al disegno un posto singolare nell’opera grafica di Leonardo.
Pagina dedicata: Presentazione del Disegno e ritratto di spalla.
Gli storici e il Disegno di Venezia
Dall’Ottocento, gli storici hanno considerato il Disegno di Venezia una testimonianza centrale per comprendere la diffusione del tipo del Cristo portacroce all’inizio del XVI secolo.
La questione non è soltanto stilistica. Riguarda la funzione stessa del disegno: studio autonomo, modello di bottega, cartone, oppure testimonianza intermedia di una pittura oggi perduta. In ogni caso, il disegno si impone come il punto d’ancoraggio del dossier.
Pagina dedicata: Gli storici del Disegno di Venezia.
Influenza del Disegno di Venezia intorno al 1500
La diffusione del motivo si osserva in diversi contesti artistici intorno al 1500. Nel mondo veneziano (Giorgione / Tiziano), l’influenza si riconosce soprattutto nel tipo della testa, nella tensione dello sguardo e nella logica del ritratto di tre quarti. A Milano, pittori dell’ambiente leonardesco, in particolare Giampietrino, riprendono lo schema in modo più sistematico, rinviando a un modello intermedio: sagoma, cartone o variante dipinta.
Pagina dedicata: Influenza del Disegno di Venezia.
Di seguito sono presentati quattro casi di studio: Giorgione / Tiziano, Giampietrino, Andrea Solario e il Sodoma.
Confrontare la struttura delle teste
Il Disegno di Venezia è presentato nel suo orientamento originario. Le versioni milanesi sono invertite per facilitare il confronto. Diversi punti di riferimento del volto e alcuni tratti della forma complessiva della testa si trovano in posizioni simili, suggerendo uno stesso schema costruttivo. Le differenze principali riguardano la capigliatura, la corona di spine, l’aureola e le modalità esecutive delle opere.
Un punto di riferimento specifico è la scriminatura dei capelli: segue un asse simile nel Disegno di Venezia e ne Il Dipinto, mentre nell’opera di Giampietrino è spostata più nettamente. Questo spostamento modifica leggermente l’assetto complessivo della capigliatura senza mettere in discussione la struttura generale del tipo.
Taddeo nell’Ultima Cena: uno sviluppo studiato separatamente
Il sito esamina anche un possibile sviluppo del Disegno di Venezia nella figura di Taddeo nell’Ultima Cena. Questo sviluppo appartiene a una pagina distinta, dedicata a questa estensione del modello.
Pagina dedicata: Taddeo nell’Ultima Cena e il Disegno di Venezia









