L’illuminazione del dipinto: confronto con le tre versioni di Giampietrino
L’illuminazione generale del Cristo nel Dipinto
La distribuzione delle zone illuminate suggerisce una luce proveniente da sinistra, da una posizione sopraelevata. Essa mette in risalto il volto, la spalla, il dorso, il lato esterno del braccio e alcune parti della mano. La parte inferiore del mento, il collo, il lato interno del braccio e gran parte dell’avambraccio rimangono in ombra. Queste variazioni di luce costruiscono il modellato del corpo e valorizzano la muscolatura del Cristo.
Nell’immagine, la saturazione e il contrasto sono stati aumentati per facilitarne la lettura. Le frecce gialle indicano le zone illuminate e quelle rosse le zone d’ombra. Il simbolo indica una posizione presunta della sorgente luminosa.
Confronto generale con la versione di Budapest di Giampietrino
L’illuminazione del Dipinto e quella della versione di Budapest sono nel complesso comparabili per la posizione presunta della sorgente luminosa e la distribuzione delle principali zone illuminate del Cristo. Nel dettaglio, tuttavia, emergono differenze importanti nel modellato. Quello del Dipinto appare più elaborato: i passaggi tra luce e ombra descrivono più precisamente i rilievi del volto e la muscolatura del corpo. Le osservazioni qui presentate sulla base della versione di Budapest valgono anche per le versioni di Londra e Torino. Le frecce bianche segnalano alcune di queste differenze.
Tra i capelli e la corona di spine, la zona della fronte è nettamente più chiara nelle tre versioni di Giampietrino. È dipinta come una superficie che riceve un’illuminazione frontale e non rispecchia quindi l’illuminazione laterale da sinistra della scena. Nel Dipinto, questa zona rimane leggermente in ombra, in accordo con la direzione della luce e l’orientamento della testa. Lo studio dei pentimenti indica una rimozione di bianco di piombo in questa zona per scurire leggermente la pittura sottostante. Un’ombra portata sotto il rilievo della guancia accentua inoltre il volume del volto; non è distinguibile nelle versioni di Giampietrino.
Le variazioni luminose rendono anche più distinta la muscolatura del dorso nel Dipinto. La parte visibile del torace rimane leggibile nell’ombra, mentre si distingue appena nelle versioni di Giampietrino. Le sezioni seguenti approfondiscono altre due differenze: le ombre portate delle articolazioni del pollice e la distribuzione dell’ombra sull’avambraccio.
La mano: le ombre portate delle articolazioni del pollice
Nel Dipinto sono chiaramente visibili due ombre portate: una nella piega dell’articolazione del pollice, l’altra nel punto in cui il pollice si unisce alla mano. Indicate dalle frecce bianche, si proiettano sulle superfici adiacenti e sottolineano i rilievi di queste articolazioni.
L’immagine LAM 5 del 2020 mette in evidenza la pittura delle zone illuminate e rende particolarmente leggibile il loro rapporto con le parti scure della mano.
Nelle tre versioni di Giampietrino, le dita e la mano presentano ombre proprie che ne definiscono il modellato, ma le due ombre portate del Dipinto non sono distintamente visibili negli stessi punti. Il dettaglio di Budapest illustra questa differenza: i passaggi rimangono graduali, senza le due proiezioni separate visibili nel Dipinto.
L’avambraccio: una diversa distribuzione dell’ombra
Nelle tre versioni di Giampietrino — Budapest, Londra e Torino — una fascia scura obliqua attraversa la parte centrale dell’avambraccio, tra le zone illuminate vicine al polso e al gomito. I dettagli di Budapest e Londra presentati qui sotto illustrano questa disposizione comune, con contorni più sfumati nella versione di Londra.
Nel Dipinto, l’ombra occupa una parte più ampia dell’avambraccio e si sviluppa in modo continuo, senza formare questa fascia scura distinta. Le zone illuminate vicine al polso e al gomito delimitano così una superficie più estesamente in ombra.








