Expertise scientifiche del Cristo portacroce
L’obiettivo è comprendere meglio il processo di esecuzione e valutare se le caratteristiche tecniche osservate rientrino in una pratica di bottega o in una modalità esecutiva più individualizzata. Questa base materiale serve poi da punto d’appoggio per le discussioni stilistiche e attributive.
Anni 1960
Scoperta del Personaggio
1987 / 1991
Strato pittorico
2011
2011 / 2020 / 2021
Imaging LAM
2022
Strato pittorico
2024 / 2025
Bilancio scientifico
– OSE Art Services:
Expertise iscrizioni
Cronologia degli esami
Anni 1960 – Restauro e scoperta del secondo personaggio
Una pulitura antica ha portato alla scoperta del personaggio di destra, fino ad allora coperto da uno strato nero. L’intervento sembra aver causato alcune perdite: il mignolo della mano sinistra di Cristo, e probabilmente una parte della capigliatura e dell’orecchio del personaggio. Vedere il rapporto di restauro degli anni 1960.
1987 / 1991 – SIK-ISEA Zurigo: primi esami dello strato pittorico
Gli esami svizzeri riguardano lo stato del supporto e alcuni campioni di pittura. Le conclusioni collocano l’opera in un’ampia cronologia antica, XV o XVI secolo, prima delle campagne più complete degli anni 2010–2020. Vedere: SIK-ISEA 1987 e SIK-ISEA 1991.
2011 – M. Seracini (Firenze): expertise dello strato pittorico
L’expertise esamina il supporto, lo stato dello strato pittorico e le ridipinture. L’imaging successivo ha poi permesso di precisare alcuni punti, in particolare per lo spolvero e i pentimenti. Il rapporto completo di Maurizio Seracini è disponibile sotto forma di presentazione PowerPoint.
Vedere le conclusioni « Editech – Seracini ».
2010/2011 – Datazione al carbonio 14
Due analisi C14 realizzate intorno al 2011 delimitano la datazione del legno del pannello: Lione 1470–1654 (95,4 %) e Zurigo 1486–1676 (85,4 %). I risultati concordano e restano compatibili con una datazione rinascimentale, pur coprendo una cronologia ampia.
Vedere i rapporti di analisi « Lione e Zurigo ».
2011 / 2020 / 2021 – Lumiere Technology: imaging multispettrale e LAM
La digitalizzazione multispettrale e i trattamenti LAM hanno prodotto immagini ad altissima definizione, divenute decisive per l’analisi comparativa e per l’individuazione di alcune tracce tecniche, dal disegno sottostante agli interventi di restauro.
2022 – Università di Bologna (Ravenna): expertise dello strato pittorico
Metodi impiegati
L’Università di Bologna (Ravenna) ha combinato analisi non invasive — XRF multipunto, osservazione al videomicroscopio — e microsezioni stratigrafiche per caratterizzare pigmenti, leganti e strati.
Conclusione materiale
- Il rapporto UNIBO descrive una preparazione tradizionale a gesso — gesso e colla —, ricoperta da un’imprimitura organica, poi da strati pittorici a legante oleoso. In alcune zone è osservata una sotto-stesura localizzata di bianco di piombo.
- Questa stratigrafia corrisponde a pratiche ben attestate nella pittura italiana tra la seconda metà del XV secolo e il XVI secolo. La conclusione del rapporto UNIBO colloca quindi l’opera in un quadro materiale compatibile con il Rinascimento italiano, senza attribuzione specifica.
2024 – Geneva Fine Arts (Ginevra): bilancio scientifico
Il bilancio ginevrino confronta il dossier precedente con l’osservazione diretta e verifica la coerenza tecnica di diversi punti: nimbo aggiunto, contrasto radiografico più marcato nel Dipinto, discussione dello spolvero e dei procedimenti pittorici. Vedere il rapporto Geneva Fine Arts.
2025 – OSE Art Services: expertise delle iscrizioni « Salaj/? » e « Salajno / Salaino »
Il verso reca più iscrizioni sovrapposte. Gli esami distinguono una scrittura incisa/graffita nel legno, poi una scrittura a inchiostro applicata in superficie.
L’expertise di OSE Art Services riguarda « Salajno / Salaino » a inchiostro e « Salaj/? » inciso/graffito. Il TNF corrisponderebbe al tracciato « Salaj/? », e la TEE a « Salajno / Salaino ». Questa lettura ordina gli interventi, senza permettere di attribuire né di datare le menzioni.
Elementi convergenti
Le analisi condotte tra gli anni 1960 e il 2025 convergono su diversi dati materiali: un pannello compatibile con una produzione italiana del Rinascimento in senso cronologico ampio, una preparazione e strati pittorici di tradizione italiana, e una stratigrafia leggibile.
Esse confermano inoltre una storia di bottega e di conservazione documentata: interventi antichi, ridipinture, occultamento e successivo svelamento del personaggio di destra, e aggiunta del nimbo posteriore alla concezione iniziale.
Lo studio del verso mette in evidenza una scrittura incisa sottostante, parzialmente ricoperta da un inchiostro al nero di carbonio. Consente di ordinare alcuni interventi senza concludere sui loro autori, mentre l’imaging recente stabilizza queste osservazioni.
Punti da documentare ulteriormente
- La provenienza
- La cronologia degli interventi antichi: nimbo, strato nero, ridipinture
- Il sigillo di cera rossa
- La lettura e l’interpretazione dell’iscrizione « Salaj/? »
- Eventuali analisi complementari dello strato pittorico
- Ulteriori ricerche iconografiche





