Taddeo nell’Ultima Cena: confronto con il Disegno di Venezia
Questa pagina esamina il confronto tra la testa di Taddeo nell’Ultima Cena e la Testa di Cristo di Venezia, attribuita a Leonardo da Vinci. A causa dello stato molto alterato della pittura murale, l’analisi si fonda anzitutto sulle copie antiche più affidabili, in particolare quella di Giampietrino, per lavorare su una base morfologica leggibile.
Lo studio completo è disponibile in PDF: Studio su Taddeo e il Disegno di Venezia.
L’Ultima Cena — Leonardo da Vinci
Pittura murale — circa 1495–1497
L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci
Realizzata per Santa Maria delle Grazie tra il 1495 e il 1498, l’Ultima Cena rappresenta il momento in cui Cristo annuncia il tradimento, provocando la reazione degli apostoli.
Fin dall’inizio del XIX secolo, Giuseppe Bossi mette il Disegno di Venezia in relazione con l’Ultima Cena, accostandolo a un tipo di apostolo. Altri storici hanno poi proseguito questo confronto, senza tuttavia trasformare il disegno in uno studio preparatorio diretto per la pittura murale.
Il legame con l’Ultima Cena è quindi plausibile nel contesto milanese e leonardesco, ma la sua funzione esatta resta discussa.
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Tre copie dell’Ultima Cena
Lo stato molto alterato della pittura murale non consente sempre una lettura sufficientemente precisa del volto di Taddeo. Le copie antiche costituiscono quindi una base comparativa più sicura.
Sono state considerate tre versioni: la copia attribuita a Giampietrino/Boltraffio (Royal Academy, Londra), quella di Marco d’Oggiono (Écouen) e la versione di Tongerlo. La copia attribuita a Giampietrino e/o Boltraffio è stata inoltre utilizzata come riferimento documentario durante il restauro moderno dell’Ultima Cena.
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L’Ultima Cena (Giampietrino/Boltraffio)
Royal Academy of Arts, Londra
– Datazione: circa 1515–1520
– Dimensioni: 302 × 785 cm
– Tecnica: olio su tela
L’Ultima Cena (Marco d’Oggiono)
– Luogo di esposizione: Castello di Écouen, Francia
– Datazione: tra il 1506 e il 1509
– Dimensioni: 206 × 575 cm
– Tecnica: olio su tela
L’Ultima Cena (Tongerlo, Belgio)
Produzione della bottega di Leonardo?
– Datazione: circa 1507–1509 / 1520
– Dimensioni: 418 × 794 cm
– Tecnica: olio su tela
Taddeo nell’Ultima Cena
In questo studio, Taddeo non viene affrontato anzitutto attraverso la gestualità, ma attraverso la costruzione della testa. Fronte ampia, arcate marcate, naso leggermente curvo, bocca socchiusa e capigliatura ordinata intorno a una riga centrale: questi elementi costituiscono la base del confronto con il Disegno di Venezia.
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Taddeo: la copia di riferimento (Giampietrino)
Prima di ogni confronto con il Disegno di Venezia, occorre determinare quale immagine di Taddeo offra la base più affidabile. Quattro versioni sono messe a confronto: la pittura murale attuale di Leonardo, la copia attribuita a Giampietrino, quella di Marco d’Oggiono e la versione di Tongerlo.
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Per confrontare queste figure tra loro e con il Disegno di Venezia, è stato adottato un protocollo di allineamento fondato su due riferimenti strutturanti: un asse verticale dal vertice del cranio al labbro inferiore per la messa in scala, e un punto di ancoraggio a livello del solco nasogenieno per la sovrapposizione. Questo dispositivo neutralizza gli scarti di scala e di orientamento. In questo quadro, la versione attribuita a Giampietrino appare come la base comparativa più leggibile.
Taddeo e il Disegno di Venezia: confronto
Il confronto tra Taddeo e il Disegno di Venezia si fonda sulla sovrapposizione degli assi strutturanti e sull’esame dei principali riferimenti morfologici. Le corrispondenze sono troppo numerose e troppo precise per dipendere da una semplice analogia d’impressione. La questione non è dunque quella di una vaga somiglianza, ma quella di uno stesso schema di costruzione.
Questa parentela formale si inscrive in una logica di riuso interno dei modelli, spesso osservata in Leonardo. Come ha notato Frank Zöllner, l’artista poteva adattare a contesti diversi schemi già elaborati.
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Adam–Taddeo: possibili riusi del modello
La parentela osservata tra la Testa di Cristo di Venezia e Taddeo non si limita all’Ultima Cena. Un tipo facciale vicino riappare in alcune opere dell’ambiente milanese, in particolare in Adamo ed Eva, attribuito a Giampietrino.
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