L’avambraccio: uno scarto anatomico tra il Dipinto e Giampietrino
L’avambraccio (AVB) comprende le masse muscolari che comandano i movimenti della mano e delle dita. Qui la mano di Cristo stringe la croce: questo sforzo sollecita direttamente i muscoli dell’avambraccio.
Nelle immagini infrarosse, si osserva una differenza morfologica netta tra il Dipinto e le versioni attribuite a Giampietrino. Nel Dipinto, la muscolatura appare più accentuata, con uno scarto di circa 15% rispetto alle versioni di Giampietrino confrontate.
Questo scarto, coerente con lo sforzo di prensione, costituisce un marcatore utile per discutere il rapporto esatto tra le opere.
Un’osservazione di Leonardo da Vinci: i muscoli seguono l’azione
Leonardo insiste, nel Trattato della pittura, su un punto semplice: la forma dei muscoli deve seguire l’azione. Quando la mano si chiude e stringe, i muscoli dell’avambraccio (AVB) « si retraggono e si ingrossano » (art. 269). Raccomanda inoltre di rendere più « muscolosi » gli arti che sostengono lo sforzo (art. 289) e di far risaltare in primo luogo i muscoli realmente coinvolti nel movimento (art. 299; si vedano le note 1-4 qui sotto).
Applicato al Dipinto, questo principio conduce a considerare l’avambraccio come un riferimento anatomico utile: la mano stringe, dunque l’avambraccio deve “rispondere” visivamente a questo sforzo.
L’avambraccio: un marcatore comparativo
Nel Dipinto, l’immagine IR mostra una gerarchia anatomica coerente: l’avambraccio (AVB), direttamente impegnato nella prensione, è il più “attivo” visivamente, mentre il braccio (B) resta più discreto.
Per confronto, le versioni di Giampietrino presentano un avambraccio meno accentuato. Questo contrasto non basta da solo, ma costituisce un indizio comparativo tra altri.
Note – Trattato della pittura
(1) Trattato della pittura – Leonardo da Vinci (Éditions Jean de Bonnot, Paris, 2002).
(2) Articolo 269 (l’articolazione della mano con il braccio): « L’articolazione della mano con il braccio diminuisce di dimensione quando si chiude la mano e si ingrossa quando la si apre. {…} quando la mano si chiude, i muscoli e i legamenti si retraggono e si ingrossano… ».
(3) Articolo 289 (la composizione delle membra): « Le membra che sopportano la fatica, le farai muscolose, e quelle che non faticano, le farai senza muscoli, piene di dolcezza ».
(4) Articolo 299 (come si manifestano i muscoli?): « … far risaltare soltanto i muscoli che intervengono nel movimento in corso, il muscolo che interviene di più dovendo essere più apparente di quello che interviene in grado minore. »


