L’Ecce Homo di Cassago Brianza, Salaino e il Cristo portacroce
L’Ecce Homo conservato a Cassago Brianza, attribuito a Salaino, presenta convergenze significative con il Cristo portacroce. Il confronto inizia già dall’iscrizione « Salajno » presente sul verso dell’opera studiata, forma antica di « Salaino », nella quale la j, o i lunga in italiano, equivale a una i. Prosegue poi nella comparazione delle opere stesse: struttura generale, contorni, corona di spine, nimbo raggiato, gocce di sangue e trattamento della capigliatura.
Presentazione dell’Ecce Homo
La parrocchia di Cassago Brianza, a nord di Milano, conserva un Ecce Homo attribuito a Salaino. L’opera ha attirato l’attenzione per la sua vicinanza con rappresentazioni milanesi della Passione, in particolare per il nimbo, la corona di spine e alcuni tratti del volto. Il dossier antico menziona anche una precedente attribuzione a Giampietrino, poi riclassificata a favore di Salaino. Questa evoluzione attributiva giustifica l’interesse comparativo dell’opera nel contesto leonardesco.
Una composizione vicina a Giampietrino
Altri due Ecce Homo attribuiti a Giampietrino presentano una composizione molto simile, con la Vergine a destra. Le dimensioni di uno di essi sono vicine a quelle della versione di Cassago Brianza. Il confronto dei contorni, una volta portate le immagini alla stessa scala, rivela una forte parentela costruttiva. Suggerisce l’uso di un disegno preparatorio comune, pur lasciando emergere differenze nelle pieghe, nello sfondo e nella parte inferiore della canna.
Confronto con il Cristo portacroce
Il confronto con l’opera studiata non riguarda l’intera composizione, ma un insieme di dettagli convergenti. Le somiglianze più nette interessano la corona di spine, il nimbo, le gocce di sangue e alcuni aspetti della capigliatura.
Questo confronto è rafforzato dalla presenza, sul verso dell’opera studiata, delle iscrizioni « Salaino » e « Salaj / … », anche se tali menzioni non bastano, da sole, a stabilire una relazione d’autore.
Una corona di spine di struttura comparabile
Nelle due opere, la corona è vista da un’angolazione vicina. Il suo intreccio si fonda su due rami principali, con una disposizione comparabile di diverse spine. Questo schema si distingue da quello delle corone di Giampietrino, generalmente più spesse, più serrate e costruite su tre rami. Il confronto con la Testa di Cristo di Venezia rafforza qui l’interesse del dettaglio.
Il legame con il Disegno di Venezia
La struttura della corona può essere confrontata con quella del Disegno di Venezia. Ridotta alla sua forma più semplice, essa si fonda nei tre casi su uno stesso principio di intreccio a due rami. Il punto più significativo consiste nella sovrapposizione di un ramo sull’altro. Questo dettaglio strutturale si ritrova nel Cristo portacroce e nell’Ecce Homo attribuito a Salaino.
Un nimbo raggiato di forma comparabile
Le due opere presentano un nimbo crucifero raggiato di fattura vicina. Nel Cristo portacroce, questo nimbo è considerato un aggiunta posteriore; nell’Ecce Homo, appare anch’esso sotto forma di raggi disposti intorno alla testa del Cristo. La disposizione e il numero visibile dei raggi rafforzano la parentela formale tra le due immagini.
Gocce di sangue di forma comparabile
Le gocce di sangue presentano una forma vicina e una distribuzione comparabile sulla fronte e ai lati della capigliatura. Nel Cristo portacroce, sono state riprese; nell’Ecce Homo, anch’esse hanno subito interventi.
Questo dettaglio è tanto più utile in quanto differisce dalle gocce visibili in altre opere di Giampietrino, dove la loro distribuzione e il loro disegno non seguono esattamente la stessa logica.
Una capigliatura costruita in modo affine
La capigliatura offre anch’essa diverse corrispondenze: forma generale, aspetto a reticolo, lumeggiature disposte intorno alla scriminatura centrale, disegno dei riccioli e accenti luminosi nella parte bassa destra. Queste somiglianze non bastano a stabilire una dipendenza diretta. Si aggiungono tuttavia a un insieme coerente di confronti morfologici e grafici.
Conclusione
Il confronto tra l’Ecce Homo di Cassago Brianza attribuito a Salaino e il Cristo portacroce mette in evidenza diverse convergenze precise: corona di spine, nimbo, gocce di sangue e capigliatura. Preso isolatamente, nessuno di questi elementi è decisivo. Nel loro insieme, tuttavia, delineano una rete di affinità che interroga il rapporto tra le due opere e rafforza l’interesse delle iscrizioni « Salaino » e « Salaj / … » presenti sul verso dell’opera studiata.











