Strato pittorico: cosa rivelano le analisi

Questa pagina riassume i principali dati disponibili sullo strato pittorico: campioni, analisi non distruttive, stratigrafie osservate, pigmenti identificati e stime dello spessore. Riunisce gli elementi materiali principali che chiariscono la tecnica esecutiva del pannello. A margine di questa analisi, un’ultima sezione propone anche una lettura semplificata dell’illuminazione della scena a partire dall’immagine visibile.

Dati disponibili

Lo strato pittorico è documentato da 14 campioni prelevati tra il 1990 e il 2022: SIK ISEA Zurigo (3), Seracini/Editech Firenze (8), Università di Bologna–Ravenna (3). In complemento, l’Università di Bologna ha condotto una campagna non distruttiva che associa XRF e videomicroscopio su 44 punti di misura. Questi dati costituiscono la base documentaria dello studio. Permettono di esaminare successivamente la preparazione, gli strati sottostanti, i pigmenti e lo spessore della pittura.

Stratigrafia pittorica

Lo schema a lato presenta una stratificazione tipica della pittura del Rinascimento italiano. Le analisi del Dipinto indicano un’organizzazione complessiva compatibile con questo modello: supporto ligneo, preparazione a gesso, strato d’imprimitura, strato pittorico e vernice. In alcune zone, uno strato sottostante di bianco di piombo può inserirsi al di sopra dello strato d’imprimitura; è il caso nel Dipinto, come si vedrà più avanti. Nessuna velatura è stata identificata in questa fase; tuttavia, la sverniciatura del Dipinto negli anni Sessanta potrebbe aver alterato o rimosso eventuali velature.

Preparazione e strato d’imprimitura

Le analisi convergono verso una preparazione a gesso, cioè a base di solfato di calcio. Divergono invece sulla natura esatta di questa preparazione e sulla presenza di uno strato d’imprimitura. Vedi lo studio dettagliato in francese.

SIK ISEA (1991)

Gesso + strato d’imprimitura organico

Seracini (2011)

Gesso grosso (CaSO₄ anidro) e assenza di uno strato d’imprimitura identificato

Università di Bologna (2022)

Gesso sottile (CaSO₄·2H₂O) e strato d’imprimitura organico, in un unico strato incolore ricco di legante.

Un rapporto del Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France (C2RMF) del 1991 sottolinea un punto metodologico: per caratterizzare pienamente la preparazione di un pannello italiano, è normalmente necessario un campione che arrivi fino al legno. Questa condizione non sembra essere stata raggiunta nelle campagne Seracini e Bologna, salvo eccezione segnalata.

Strato sottostante di bianco di piombo

Al di sopra del gesso (strato 0) e dello strato d’imprimitura (strato 1), gli esami segnalano frequentemente uno strato sottostante di bianco di piombo.

Nel campione del nimbo studiato dall’Università di Bologna, uno strato di bianco di piombo appare sotto il bruno della croce. Il rapporto lo interpreta come uno strato sottostante destinato a rafforzare gli effetti di luce provenienti dal fondo. Questo strato è segnalato nella quasi totalità dei punti analizzati, tranne nelle zone già dominate dal bianco di piombo, come alcune incarnazioni e la tunica del Personaggio.

Pigmenti identificati

I campioni descrivono una tavolozza compatibile con una pittura a olio del Rinascimento italiano:

  • Bianco di piombo
  • Ocre / terre
  • Cinabro / vermiglione
  • Nero di carbonio
  • Lacca rossa
  • Verderame (menzione Seracini)
  • Nero d’ossa (menzione Seracini)

Il giallo di piombo-stagno è segnalato in zone legate a interventi: il nimbo, assente in origine, e il bottone del colletto del Personaggio, identificato come ridipinto.

Il rapporto di Bologna rileva inoltre una presenza frequente di rame nelle analisi XRF. Questo dato potrebbe corrispondere a un siccativo, ma l’interpretazione resta aperta, in particolare in alcune zone nere dove i valori sono elevati.

Spessore dello strato pittorico

Su 11 campioni (Seracini + Bologna), lo spessore della pittura, escluso il gesso, è indicato come ridotto, dell’ordine di circa 50 µm. Il rapporto precisa che questa sottigliezza è coerente con osservazioni precedenti, riportate nei rapporti di restauro e negli esami tecnici citati.

Campioni misurati: 11 — Spessore, escluso il gesso: 50 µm a 80 µm

Lettura delle luci

L’immagine visibile presentata qui è stata ritoccata digitalmente per rendere più leggibili le zone di luce e d’ombra. In questo tipo di regolazione, le parti che appaiono più “dorate” corrispondono generalmente ai rialzi luminosi e alle zone che ricevono la luce diretta, qui proveniente dall’angolo superiore sinistro. Sono anche, in linea generale, le zone più ricche di bianco di piombo.

Lighting of the scene in Christ Carrying the Cross — enhanced visible image

Illuminazione della scena (immagine visibile rinforzata)

– Contrasto e saturazione aumentati (visualizzazione)
– Fonte luminosa: angolo superiore sinistro
– Zone “dorate”: rialzi luminosi / luce diretta, spesso più ricche di bianco di piombo