Imaging scientifico: sei modalità di lettura
L’imaging scientifico del Cristo portacroce riunisce sei modalità di lettura complementari. Ciascuna fornisce un’informazione specifica sulla struttura del pannello, sugli strati pittorici, sui restauri o sulla storia materiale dell’opera.
Immagine visibile (D65)
– Stato apparente dell’opera: composizione, colori, modellato
– Documento di riferimento per descrivere la pittura
– Base di confronto con gli altri tipi di imaging
Raggi X (radiografia)
– Struttura interna del pannello e degli strati pittorici
– Densità pigmentarie e sovrapposizioni
– Evidenza di elementi invisibili alla luce visibile
Ultravioletto (UV)
– Rilevamento di vernici e ritocchi
– Individuazione degli interventi posteriori
– Mappatura delle zone restaurate
Infrarosso (IR 1700)
– Rivelazione del disegno sottostante
– Lettura dei pentimenti e degli aggiustamenti
– Distinzione tra tracciato preparatorio e stesura pittorica
Immagine LAM
– Immagine LAM 1033 del 2021 (Lumiere Technology)
– LAM: Layer Amplification Method
– Vedi nota in fondo alla pagina
Emissografia
– Analizza prioritariamente la superficie dipinta
– Mette in evidenza alcune differenze pigmentarie
– Completa la radiografia
Imaging LAM (Layer Amplification Method)
La LAM (Layer Amplification Method) è un metodo di elaborazione di immagini multispettrali sviluppato da Pascal Cotte e Lumiere Technology per lo studio non invasivo delle opere d’arte. Utilizza immagini acquisite a diverse lunghezze d’onda per amplificare deboli variazioni del segnale ottico e rendere visibili informazioni difficilmente percepibili nelle immagini convenzionali.
Può così contribuire a rivelare o a distinguere meglio disegni sottostanti, pentimenti, modifiche della composizione, ridipinture o altre particolarità dello strato pittorico. Le immagini LAM non devono tuttavia essere assimilate a vere sezioni stratigrafiche: derivano da un’elaborazione matematica delle interazioni tra la luce e le diverse componenti della pittura.
Nel loro insieme, queste sei modalità permettono di distinguere l’apparenza visibile dell’opera, la sua struttura materiale, gli interventi posteriori e alcuni elementi sottostanti non percepibili a occhio nudo.





