Il giovane personaggio di destra
La presenza di un giovane personaggio posto alla destra del Cristo è uno degli elementi più singolari del Dipinto. Assente dalle versioni note di Giampietrino e dalle varianti milanesi tradizionali del Cristo portacroce, questa figura introduce una dimensione nuova, al tempo stesso iconografica e tecnica. A lungo nascosta sotto uno strato nero, è stata pienamente presa in considerazione solo dopo la sua rivelazione mediante l’imaging scientifico.
Comparsa e ruolo nella composizione
La figura alla destra di Cristo è stata rivelata nel XX secolo mediante radiografia, dopo essere rimasta nascosta sotto uno strato di ridipintura nera, probabilmente applicato nel XVI secolo. Questo strato, composto da nero d’ossa e pigmenti di terre naturali, è stato rimosso durante un restauro eseguito negli anni Sessanta. La sua riscoperta ha profondamente modificato l’interpretazione del Dipinto.
Nel suo rapporto, il professor Seracini definisce la figura una « figura femminile », una formulazione che richiama l’attenzione sull’ambiguità del personaggio.
Un tipo espressivo leonardesco
Si possono proporre confronti formali con alcune figure dell’ambiente leonardesco e milanese: il Ratto di Proserpina dell’atelier di Giampietrino, Giovanni nell’Ultima Cena di Plautilla Nelli, o ancora la Santa Caterina di Raffaello; si veda anche la pagina Iconografia.
Questi confronti riguardano l’ovale del volto, i riccioli morbidi e l’inclinazione dello sguardo. Non permettono di identificare un soggetto preciso, ma collocano il Personaggio entro un’espressione leonardesca condivisa: tipi giovanili idealizzati e ambiguità dei tratti.
L’immagine risulta dalla sovrapposizione di un’immagine multispettrale LAM (LAM 1033 – 2021) e di un’immagine in luce visibile, al fine di rendere più leggibile la capigliatura. Secondo le nostre osservazioni, la parte visibile della capigliatura corrisponde a una ridipintura successiva. Si veda anche la pagina Ridipinture.
Morfologia del Personaggio
– Androginia, capigliatura riccia
– Sfumato percepibile negli occhi
– Fregio tessile comparabile al disegno degli Uffizi
Un confronto grafico con Windsor
La fascia verde del Personaggio presenta un fregio composto da chevron e da piccole forme ramificate, orientate verso l’alto o verso il basso. Questa organizzazione è stata accostata a quella visibile sull’abito del Ritratto di un giovane uomo conservato agli Uffizi, inv. 566 E.
Un ulteriore confronto grafico può essere proposto con un foglio di Leonardo da Vinci conservato nella Royal Collection di Windsor, RCIN 912349. Il foglio presenta diverse piccole strutture ramificate formate da linee convergenti, orientate verso l’alto o verso il basso. In questo disegno tecnico, tali forme corrispondono ai canali destinati al passaggio del metallo fuso durante la fusione del monumento Sforza.
Il confronto riguarda quindi esclusivamente la costruzione grafica di queste forme e non la loro funzione. Non costituisce un argomento attributivo autonomo, ma offre un ulteriore elemento comparativo.
Vedi lo studio dettagliato: Ritratto di un giovane uomo e Personaggio del Dipinto.
Il Personaggio e il cartone iniziale
Il Personaggio non sembra appartenere al cartone preparatorio del Cristo.
- Le analisi tecniche condotte da Maurizio Seracini suggeriscono che il Personaggio sia stato aggiunto successivamente, nel corso dell’esecuzione.
- Il modo di trasferimento sembra differire: spolvero per il Cristo, almeno per la testa e la mano destra; trasferimento a carta carbone per il Personaggio.
- Il Personaggio sarebbe stato dipinto su un fondo grigio chiaro posato direttamente sulla preparazione.
Questi elementi suggeriscono un’aggiunta nel corso dell’esecuzione, trasformando un’immagine centrata sul Cristo in una scena a due protagonisti.
Il Personaggio: aggiunta nel corso dell’esecuzione?
– Cristo: spolvero; Personaggio: trasferimento a carbone
– Aggiunta durante l’esecuzione? Spostamento della composizione
La questione del contatto
Un dettaglio rafforza l’ipotesi di un contatto: l’orientamento delle pieghe della tunica sul lato della mano del Cristo.
A sinistra, le pieghe presentano un movimento ascendente insolito, come se fossero leggermente sollevate. A destra, il panneggio segue una logica più regolare. Questa dissimmetria potrebbe spiegarsi con una pressione esercitata dalla mano del Cristo.
La storica del tessuto Mary Harlow considera questa ipotesi coerente e plausibile, senza che possa essere dimostrata in modo definitivo.
Se questo contatto è effettivamente suggerito, il Personaggio non sarebbe più una semplice figura secondaria. Entrerebbe in interazione diretta con il Cristo, rafforzando sia la portata narrativa sia la singolarità iconografica dell’immagine.
Contatto con la mano del Cristo?
– Pieghe ascendenti atipiche
– Ipotesi di contatto giudicata plausibile
Conclusione
Il personaggio di destra è uno degli elementi più singolari del Dipinto. Per il suo tipo giovanile e androgino, rimanda a tipi visivi leonardeschi diffusi nell’ambiente milanese, senza consentire un’identificazione sicura.
Le osservazioni tecniche suggeriscono che potrebbe essere stato integrato al momento dell’esecuzione. La sua presenza modifica la lettura dell’immagine: essa non mostra più soltanto il Cristo, ma una relazione con un personaggio che lo accompagna e sembra interagire con lui, rafforzando la dimensione narrativa e la singolarità iconografica del Dipinto.






