La mano del Cristo
Lo studio dell’avambraccio del Cristo ha evidenziato, nelle immagini infrarosse del Dipinto, una muscolatura più accentuata rispetto alle versioni di Giampietrino messe a confronto. L’esame della mano prosegue questa analisi: il pollice si oppone alle dita ripiegate attorno alla croce, mentre i rilievi, le pieghe e le ombre suggeriscono lo sforzo della presa.
Il confronto con Giampietrino riguarda il modellato, il contorno della mano e la forma dell’unghia. L’accostamento a uno studio di mani di Leonardo da Vinci permette di approfondire l’esame del pollice.
La mano del Cristo: disegno preparatorio e pentimenti
L’imaging tecnico rivela diverse modifiche della mano destra del Cristo. Il primo contorno inferiore è stato spostato verso l’interno, riducendo il volume della mano, e il pollice è stato corretto. Sulla faccia dorsale, i punti identificati come tracce di spolvero, un metodo di trasferimento del disegno mediante un cartone perforato, risultano sfalsati rispetto al contorno definitivo.
Nella radiografia, i contorni della zona rielaborata sono meno netti di quelli della parte superiore. Considerata insieme alle modifiche del tracciato, questa differenza è compatibile con una ripresa durante l’esecuzione originale. Questi indizi chiariscono l’aggiustamento dei volumi e del raccordo con il polso. Si veda lo studio dei pentimenti del Dipinto.
Il trasferimento di un disegno non è tuttavia un indizio distintivo di Leonardo: la National Gallery documenta anche tracce di trasferimento di un cartone, visibili in infrarosso, nella versione di Londra di Giampietrino.
Confronto con Giampietrino
Le versioni di Giampietrino dette «Londra», «Budapest» e «Torino» permettono di confrontare il rilievo della mano, il pollice e l’unghia; le immagini infrarosse di Londra e Budapest completano questo esame con l’analisi del contorno dorsale.
La mano: il volume e il gesto
Nel Dipinto, le pieghe e i passaggi tra luce e ombra danno rilievo alla mano. Le versioni di Giampietrino presentano un modellato più liscio, sebbene quella di Budapest lasci apparire meglio le articolazioni.
Il pollice: rendere visibile lo sforzo
Nel Dipinto, il rilievo del pollice e le pieghe vicino all’articolazione suggeriscono la pressione esercitata sulla croce. Nelle versioni di Giampietrino, il pollice appare più piatto e lo sforzo meno evidente.
Un’ombra portata (freccia bianca) vicino all’articolazione si prolunga lungo il pollice e ne accentua il volume. Questo trattamento va messo in relazione con lo studio comparativo dell’illuminazione del Dipinto e delle versioni di Giampietrino.
L’unghia: una differenza di forma
Nelle tre versioni di Giampietrino messe a confronto — Londra, Budapest e Torino — il rapporto medio tra lunghezza e larghezza dell’unghia è di 1,1: l’unghia è quasi tanto larga quanto lunga. Nel Dipinto, questo rapporto raggiunge 1,43; l’unghia è quindi più allungata.
La faccia dorsale: il contorno del dorso della mano
Il polso è rappresentato in flessione. Tra l’articolazione dell’indice e il polso, il bordo del dorso della mano è convesso nel Dipinto, mentre è concavo nelle versioni di Giampietrino di Londra e Budapest. I tracciati infrarossi qui sotto mettono a confronto questi contorni.
Il professor Dominique Le Nen ritiene che, con il polso in questa posizione, il dorso della mano possa essere rettilineo o convesso. La sua osservazione chiarisce questa differenza anatomica.
Leggi la nota dettagliata sul dorso della mano del Cristo (PDF, in francese)
Lo studio di mani di Leonardo da Vinci: RCIN 912558
Questo foglio di Leonardo da Vinci, conservato a Windsor con il riferimento RCIN 912558, presenta due studi di mani femminili. Nello studio superiore, una mano tiene qualcosa tra il pollice e l’indice; in quello inferiore, una mano ne incrocia un’altra, disegnata più leggermente. Sottili linee d’ombra costruiscono il rilievo delle dita e delle pieghe.
La destinazione del foglio rimane incerta. La Royal Collection suggerisce un possibile legame con La Dama con l’ermellino, senza affermare che il disegno fosse preparatorio per quel ritratto.
Il pollice: confronto tra lo studio RCIN 912558 e il Dipinto
Nello studio superiore come nel Dipinto, l’unghia del pollice è allungata, con lati piuttosto rettilinei e angoli arrotondati. Il rapporto tra lunghezza e larghezza è di 1,48 nel disegno RCIN 912558 e di 1,43 nel Dipinto. Le pieghe e le ombre attorno all’unghia precisano il volume del pollice e il suo raccordo con la mano.
Questa forma dell’unghia si ritrova anche nella Dama con l’ermellino e nel San Giovanni Battista. Il confronto deve tuttavia tenere conto delle differenze di gesto e di punto di vista.
Un contatto con il personaggio di destra?
Oltre a stringere la croce, la mano potrebbe toccare la tunica del personaggio posto a destra. Nelle vicinanze, le pieghe risalgono come se fossero leggermente sollevate, mentre seguono una curva più regolare dall’altro lato.
La storica del tessile Mary Harlow ritiene plausibile questa interpretazione, senza che il contatto possa essere stabilito con certezza. Un simile gesto suggerirebbe un legame diretto tra i due personaggi. Si veda lo studio del personaggio di destra.
Che cosa rivela il confronto
Il confronto con Giampietrino mette in evidenza, nel Dipinto, un modellato più accentuato, una presa il cui sforzo è più percepibile e un’unghia più allungata. Il disegno di Windsor RCIN 912558 offre un accostamento preciso per le proporzioni e il contorno dell’unghia, nonché per il rapporto tra pieghe e ombre attorno al pollice.
Queste affinità con Leonardo chiariscono la costruzione della mano, senza essere sufficienti a stabilire un’attribuzione. La loro portata va valutata insieme ai pentimenti osservati e all’insieme dei dati stilistici e tecnici del Dipinto.


















