Analisi tecnica del Cristo portacroce
Questa pagina presenta un’analisi tecnica del Dipinto: supporto, trasferimento del disegno, strato pittorico, pentimenti, ridipinture e contributi dell’imaging. Si distingue dalla pagina sulle expertise scientifiche, fondata su esami strumentali e analisi fisico-chimiche.
Imaging scientifico
L’imaging scientifico costituisce il punto di partenza dell’analisi. L’infrarosso rivela tracciati e alcune modifiche, mentre la radiografia mette in evidenza le zone più dense, in particolare quelle ricche di bianco di piombo. Il mosaico a lato ne propone una lettura sintetica.
Pagina dedicata: Imaging scientifico
Il supporto
Il pannello recto
— Legno di pioppo, datato al carbonio 14 in un intervallo compatibile con un periodo compreso tra la fine del XV secolo e la metà del XVII secolo. Vedere la pagina dedicata: Datazione al carbonio 14
— Preparazione e stratificazione compatibili con la pratica italiana del Rinascimento.
— Costruzione metodica degli strati pittorici.
Il pannello verso
— Sigillo di cera romano dell’inizio del XIX secolo.
— Iscrizioni antiche: « Leonardo », « Salajno », « Salaj/? »…
Questi elementi documentano la storia materiale del pannello, senza informare direttamente sull’esecuzione pittorica.
Trasferimento del disegno: cartone e spolvero
La composizione deriva da un modello comune ai Cristi milanesi, verosimilmente trasmesso mediante cartone.
Le perforazioni visibili, sulla mano e sul volto di Cristo, attestano un trasferimento meccanico mediante spolvero, procedimento corrente nelle botteghe italiane.
Pagina dedicata: Cartone — trasferimento del disegno
Strato pittorico e modellato
La stratigrafia dello strato pittorico segue una struttura tipica della pittura del Rinascimento italiano.
Sul supporto ligneo è dapprima applicato uno strato preparatorio a gesso, poi uno strato di imprimitura. Seguono gli strati pittorici propriamente detti, eventualmente completati da velature, prima della vernice finale.
L’Università di Bologna (2022) ritiene che la tecnica osservata non corrisponda a quella documentata in Giampietrino.
Pagina dedicata: Strato pittorico
Sfumato
Effetti di sfumato appaiono in alcuni passaggi del volto e nei contorni dell’occhio, dove le transizioni tra ombra e luce restano volutamente ammorbidite.
L’attuale stato di conservazione, segnato da ridipinture antiche e da una sverniciatura parziale, ne attenua tuttavia la percezione.
Pagina dedicata: Sfumato
Pentimenti
I pentimenti sono correzioni apportate durante l’esecuzione. Sono spesso più leggibili in infrarosso, che rivela il disegno preparatorio e alcune modifiche mascherate dalla pittura finale.
Diversi pentimenti riguardano il limite fronte-capelli, la corona di spine, l’occhio sinistro e la mano. Si accompagnano anche a rimozioni localizzate di materia, talvolta legate al bianco di piombo.
Pagina dedicata: Pentimenti
Ridipinture
Le ridipinture antiche, talvolta molto integrate alla superficie, complicano la lettura dell’opera. Nell’immagine a lato, le zone in blu corrispondono, in linea di principio, alle parti non ridipinte. Servono quindi da riferimento per distinguere la materia originaria dagli interventi successivi.
Pagina dedicata: Ridipinture
Radiografia
La radiografia completa l’analisi rivelando la distribuzione interna dei materiali pittorici, alcune riprese e diversi elementi legati al supporto.
Nel caso del Dipinto, ha avuto un ruolo determinante nella riscoperta del personaggio di destra, a lungo mascherato da uno strato scuro.
Pagina dedicata: Radiografia del Dipinto
Radiografia (RX) — braccio destro e spalla
« Muscoli delle braccia dipinti e distinti » (radiologo, anni 1960)
Sintesi
L’analisi tecnica del Dipinto mette in evidenza un supporto compatibile con il Rinascimento italiano, un trasferimento mediante spolvero, un’esecuzione stratificata con pentimenti visibili in infrarosso, e una logica di lavoro distinta da quella documentata per Giampietrino.








